You are currently browsing the monthly archive for settembre 2007.

Uguale 40 ore di lavoro che mi aspettano questa settimana! A meno che il capo non faccia il magnanimo e ci lasci a casa per il 4 Ottobre – patrono di Bologna ma festeggiato anche da qualche ditta sparsa nella bassa.

Stasera ho telefonato alla mia prof di inglese di seconda liceo, quella a cui sono rimasta più legata in assoluto: avevo bisogno di un parere linguistico su una brochure, ma poi siamo finite a parlare di tutte le cose che non ci eravamo ancora raccontate. É stata una bella conversazione, con la promessa di incontrarci presto di persona per aggiornarci un po’. É stato bello sentire come, nonostante siano passati quasi 8 anni, lei si ricordi ancora perfettamente della classe, degli aneddoti che sono capitati mentre insegnava lei… di un sacco di cose che rimangono indubbiamente nel cuore di un insegnante, insomma.

E poi… weekend normale, di vita normale in quel della campagna modenese. Abbiamo ereditato un po’ di mobili nuovi, un tavolo da pranzo, due poltrone, uno specchio e un mobiletto del bagno. Oltre a milioni di piatti, posate, bicchieri e tegami che non useremo mai, ma che comunque bisognava tenere per ricordo del nonno. E così abbiamo passato il sabato e la domenica, praticamente, a scrostare vernici dal muro, pensare alla disposizione degli arredi… e a disporli. Beh, non sembra neanche più la casa di prima, così piena di roba! Nelle prossime settimane e mesi dovrò personalizzare un po’ il tutto! 😀

Annunci

Domani devo telefonare a una potenziale cliente in Russia. ARGH! 😐
Chissà come sarà la mia prima telefonata di lavoro… vi saprò dire!

Intanto volevo chiedere un po’ un consiglio per quanto riguarda il mio prossimo (nel senso di vicino) cambio di cellulare. Mi piace molto il Nokia 5300, cosa ne pensano i miei esperti di fiducia? Si si, Vanno e Nicola: siete proprio voi! 😀

Ebbene, signore e signori, il mio primo giorno di lavoro è finito un’ora e mezza fa!
ARGH!, sono a dir poco cotta! 😀

Però è stata una bella giornata, e mi hanno sbrodolato addosso un sacco di informazioni, visto che c’era pochissimo da fare e hanno avuto tempo di spiegarmi un po’ di tutto.

Dunque, cos’ha fatto la vostra Balbotta oggi?
Ho tradotto e inviato un’email a un cliente danese; ho compilato bolla e fattura di un ordine per lo stesso cliente danese di cui sopra (guardando anche mentre caricavano il camion); ho imparato qualcosa sui clienti che incontrerò alla Fiera in Ottobre; ho conosciuto ventimila colleghe di cui mi ricordo pochissimi nomi; e ho fatto un giro all’interno della zona di produzione dell’Italian gelato, magazzini compresi!

In sè le cose che ho fatto sono state abbastanza poche, ci sono state molte pause, molte chiacchere, ecc ecc… però non mi lamento, visto che dalla prossima settimana riprenderà la produzione e si entrerà nel periodo caldo di preparazione della fiera, quindi ci sarà da correre!
Domattina sono in ufficio da sola col capo perchè la mia collega non c’è, ma per fortuna ho un po’ di roba da fare per ingannare il tempo, e per far vedere che lavoro! 😛

[… ho preso 25 nell’esame di grammatica spagnola: credevo che non sarei mai riuscita a passarlo! Ho anche un discreto c*lo, dai! 😀 ]

Il funerale del nonno è stato tristissimo. Ed è stato anche il primo funerale a cui io avessi mai assistito nella mia vita.
Vedere i miei genitori piangere, vedere i suoi amici e vicini di casa piangere per lui, e vedere il suo corpo disteso in quella bara di frassino, con in tasca una nostra foto, una foto di Obi e di Phil, per i quali stravedeva, un quadrettino di cioccolata (mangiare il cuadrettino era il suo rito post-pranzo) e un pezzettino di carta vetrata è stato straziante. Al punto che fino all’ultimo non ho voluto entrare nella camera ardente: l’ultima immagine che volevo avere davanti agli occhi era quella di mio nonno attivo e sereno. Alla fine, però, mi è sembrato doveroso salutarlo per un ultima volta, e quando i becchini sono venuti a dire che dopo 5 minuti avrebbero chiuso la bara, ho fatto uscire tutti dalla stanza e sono entrata chiudendomi la porta alle spalle.

É stato strano riconoscere in quel corpo freddo e opaco quello che era il mio nonno, sempre attivo e che in questa stagione sarebbe stato anche abbronzatissimo, se non gli fosse venuto un ictus il 23 maggio scorso. Gli ho toccato la mano, e prima di uscire l’ho salutato con un bacio sulla fronte, visto che da piccola mi sgridava sempre benevolmente perchè non volevo mai dare baci a nessuno.

Allo stesso tempo, però, è un sollievo sapere che di sicuro adesso lui sta bene ed è felice: in un qualche modo e da qualche parte ha incontrato di nuovo sua moglie, che l’aveva lasciato solo quasi 20 anni fa, le sue sorelle, i suoi amici e i vari parenti. Come dice mia mamma: «adesso sono tutti là a giocare a carte». E credo che abbia ragione.

A proposito di mia mamma. La notte che è morto il nonno ha sognato mia nonna. Nei sogni, l’aveva sempre vista sofferente, malata, in un letto. E invece stavolta era bella, truccata, appena uscita dalla parrucchiera, e le ha detto: «Stai tranquilla, che mi ha detto l’Arianna che è tutto a posto». Questa Arianna era una lontana parente di mio nonno (credo), di Varese: quando mia mamma si è svegliata, con ancora in mente il sogno, le ha telefonato per avvertirla della morte del nonno. Ebbene, l’Arianna è morta in aprile, e nessuno di noi lo sapeva.
Qualcuno da lassù ci guarda davvero.

10 minuti fa è morto il mio nonno.

Mi sono accorta solo oggi, mentre studiavo e quindi cercavo qualsiasi modo per distrarmi, che non vi ho ancora raccontato cosa ho fatto il giorno del mio compleanno!

Beh, con mia grandissima sorpresa, e all’inizio anche un po’ di paura, Fabio mi ha portata sull’Appennino Reggiano, al Parco Avventura di Cerwood.
C’è un parco simile anche sul Cimoncino, e mi ricordo che quest’inverno, quando ci passavo di fianco in seggiovia e guardavo la gente arrampicarsi in mezzo agli alberi, pensavo sempre che io non avrei mai e poi mai fatto una cosa del genere!

Ebbene… mai dire mai, a quanto pare! La giornata è stata bellissima, anche perchè era freschino, e siamo potuti rimanere dentro al parco ben oltre le tre ore del biglietto senza dover pagare di più (non c’era praticamente nessuno) e ci siam potuti godere i vari percorsi e riposarci ogni tanto.
I percorsi sono organizzati per colore, come le piste da sci, in base alla difficoltà: azzurro, giallo, verde, arancione, rosso, nero, super-nero. Comprendono, a varie altezze in mezzo agli alberi, dei passaggi sospesi, i ponti di corda, le scalette, le arrampicate, le reti… e la cosa in assoluto più divertente: la discesa con la carrucola a fine percorso!
Un’altra cosa che secondo me merita una nota positiva è il fatto che all’inizio vieni imbragato e istruito su un percorso di prova su come usare i moschettoni e le carrucole e i vari cavi a seconda del loro colore, ma poi sei lasciato assolutamente libero di “viverti” il parco come più ti piace, e non c’è nessun istruttore a dirti cosa fare e in quanto tempo!

Insomma, è stata una gran bella esperienza, anche se incredibilmente stancante: alla sera, e nei due giorni successivi, avevamo male a muscoli che non avevamo mai saputo di avere! 🙂

Pagine

settembre: 2007
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930