Il funerale del nonno è stato tristissimo. Ed è stato anche il primo funerale a cui io avessi mai assistito nella mia vita.
Vedere i miei genitori piangere, vedere i suoi amici e vicini di casa piangere per lui, e vedere il suo corpo disteso in quella bara di frassino, con in tasca una nostra foto, una foto di Obi e di Phil, per i quali stravedeva, un quadrettino di cioccolata (mangiare il cuadrettino era il suo rito post-pranzo) e un pezzettino di carta vetrata è stato straziante. Al punto che fino all’ultimo non ho voluto entrare nella camera ardente: l’ultima immagine che volevo avere davanti agli occhi era quella di mio nonno attivo e sereno. Alla fine, però, mi è sembrato doveroso salutarlo per un ultima volta, e quando i becchini sono venuti a dire che dopo 5 minuti avrebbero chiuso la bara, ho fatto uscire tutti dalla stanza e sono entrata chiudendomi la porta alle spalle.

É stato strano riconoscere in quel corpo freddo e opaco quello che era il mio nonno, sempre attivo e che in questa stagione sarebbe stato anche abbronzatissimo, se non gli fosse venuto un ictus il 23 maggio scorso. Gli ho toccato la mano, e prima di uscire l’ho salutato con un bacio sulla fronte, visto che da piccola mi sgridava sempre benevolmente perchè non volevo mai dare baci a nessuno.

Allo stesso tempo, però, è un sollievo sapere che di sicuro adesso lui sta bene ed è felice: in un qualche modo e da qualche parte ha incontrato di nuovo sua moglie, che l’aveva lasciato solo quasi 20 anni fa, le sue sorelle, i suoi amici e i vari parenti. Come dice mia mamma: «adesso sono tutti là a giocare a carte». E credo che abbia ragione.

A proposito di mia mamma. La notte che è morto il nonno ha sognato mia nonna. Nei sogni, l’aveva sempre vista sofferente, malata, in un letto. E invece stavolta era bella, truccata, appena uscita dalla parrucchiera, e le ha detto: «Stai tranquilla, che mi ha detto l’Arianna che è tutto a posto». Questa Arianna era una lontana parente di mio nonno (credo), di Varese: quando mia mamma si è svegliata, con ancora in mente il sogno, le ha telefonato per avvertirla della morte del nonno. Ebbene, l’Arianna è morta in aprile, e nessuno di noi lo sapeva.
Qualcuno da lassù ci guarda davvero.

Annunci