You are currently browsing the monthly archive for gennaio 2008.

Questa settimana ci sta mettendo eccezionalmente più del solito, a passare.

Sono stanca e svogliata. Fosse per me, starei sempre a pensare alla tesi, a studiare, a scrivere cose che mi interessano e mi appassionano.
E invece devo andare al lavoro ed essere sgridata perchè ho appeso la giacca all’attaccapanni dalla parte della manica, come mi hanno sempre insegnato a casa mia, e quindi sta tutta storta. Giacca storta in un attaccapanni che tra l’altro non vede nessuno, se non io, la mia collega, e il titolare – che è appunto quello che mi ha redarguita.
E tutte le volte per fare qualcosa, anche per mandare una semplice email di ringraziamento, dobbiamo aspettare l’autorizzazione e la malacopia del capo. Non ci sono possibilità di scelta autonoma, di proposte. Decide solo lui; e visto che in ufficio praticamente non c’è mai, affoghiamo nella roba da fare senza poter fare niente, per poi strozzarci di lavoro nei 10 minuti che rimane con noi, a dettarci cosa fare.
L’importante sono le apparenze: possiamo stare tutto il giorno a non fare niente, ma se quando lui entra in ufficio noi stiamo battendo sulla tastiera o siamo al telefono con un qualche cliente (provvidenza), lui è già contento così.

… bisognerebbe che dietro le apparenze ci fosse anche della sostanza, ogni tanto.

Annunci

Mi sono accorta, con un bel po’ di ritardo, che non vi avevo mai aggiornato sul nostro mitico e first presepe!!!
Quindi, ecco qui tre foto che lo ritraggono, fatte proprio prima di smantellarlo questo lunedì:

– una visione d’insieme, presa dal boccascena: a sinistra la casa con rimessa e natività, in fondo al centro una fontana con acqua vera e funzionante, e sulla destra un casotto con fieno e parte franata.

–  il casotto di cui sopra, in un particolare: da notare le balle di fieno imballate una per una con lo spago, il pianale di assi di legno, i mattoni  e i sassi “in caduta”.

– la casa principale, con tenda in pizzo alla finestra della terrazza, scala con scopa appoggiata allo spigolo, rimessa della legna con sega. La Natività è sotto alla rimessa/cantina, dove ci sono (appesi al muro) un falcetto e un rotolo di corda, alcune balle di fieno, e tre botti per l’aceto balsamico.

… ieri sera non mi ricordavo neanche più a che ora puntavo la sveglia di solito, per andare al lavoro: alla fine ho sbagliato alla grande e sono arrivata con mezz’ora di ritardo! 🙂

Finalmente, eccomi di nuovo a casa!!! Durante questo viaggio ho concluso che 10 giorni sono TROPPO per un viaggio di lavoro: non ce la facevo più e non vedevo l’ora di tornare! Questo non solo perchè lavoravo ininterrottamente dalle 9 di mattina alle 10 di sera, ma anche perchè la mia seconda visita negli USA è stata fatta con occhi sicuramente diversi da quelli di me giovane 17enne in love with the country, e avevo davvero voglia di… Italia!

TORONTO
Siamo arrivati in Canada alle 15.50 ora locale, dopo 11 ore di viaggio. Il nostro gentilissimo cicerone, quel pomeriggio e il giorno successivo, ci ha portato in giro per supermercati e a incontrare questo cliente potenziale, con il quale siamo poi andati anche a pranzo.
Per fortuna la sera del secondo giorno siamo potuti salire almeno sulla CN Tower, che dicono fosse la torre più alta del mondo prima che costruissero un grattacielo in Dubai, e che ha una bella terrazza di osservazione sulla città. Peccato solo che fosse buio pesto, e quindi non è che la terrazza sia stata molto utile per ammirare lo skyline.

SAN DIEGO
Beh, San Diego è questa:

san diego

Sole, mare, 25 gradi (Celsius) il 12 di gennaio e la gente che diceva che questo è un inverno particolarmente freddo. Ti verrebbe da strozzarli tutti in blocco, quando si lamentano mentre girano sul lungomare in infradito e mezze maniche, e mangiano in terrazza o sotto le palme nei bar.
Non dite “che fortuna!!!”, perchè siamo stati quattro giorni dentro al Convention Center, entrando al mattino presto e uscendo con il sole già tramontato. 😦

PHILADELPHIA
Dopo San Diego, atterrare a Philadelphia con zero gradi e neve non è stato il massimo, diciamo.
Una cosa simpatica è stata la sistemazione: dopo una settimana in alberghi a super 4 stelle, prenotati a poco prezzo grazie a agganci e bazze qui e là, siamo stati due notti a dormire nel classico motel americano, con cortile interno e diner convenzionato, e pagine gialle e Bibbia nel comodino! Troppo bello! 😀
Un po’ meno bello quando, nel viaggio di ritorno verso l’hotel dopo una giornata in giro per il Delaware a vedere celle frigorifere e magazzini ([nota sarcastica] uh-uuuuuuh!) siamo usciti di strada con la macchina per colpa della neve – e del fatto che non mettono il sale sulle strade. Per fortuna, dopo un 360°, la macchina si è fermata con le ruote ancora per terra, e nessuno si è fatto male!

***

Concludendo: è stata una bella esperienza lavorativa, sicuramente, e un buon accrescimento di curriculum per il futuro. Ciò non toglie che è stato veramente troppo per me: come ho già scritto sopra non ce la facevo più!

Si parte! Ne ho voglia? No, non tanta, a dir la verità. Segno tangibile è il fatto che la valigia non solo non è ancora stata fatta, ma non è neanche ancora stata tirata fuori dal sottoscala.

Dove?
Canada e negli Stati Uniti, in un business trip di 10 giorni, che ci vedrà volare avanti e indietro per il continente, BolognaAmsterdamTorontoSan DiegoPhiladelphiaParigiBologna. Amsterdam e Parigi per fortuna saranno solo gli scali, e lì non dovremo fermarci più di tanto.
E il tempo?
L’escursione termica sarà notevole, passando dai 5 gradi di qui di oggi, ai -4 (Celsius) di Toronto, ai +12 di San Diego, ai -17 (meno diciassette) di Philadelphia e dintorni.
Il soggiorno?
Due hotel a quattro stelle, questo e questo, in ordine di permanenza, e un piccolo motel nella zona suburbs di Philadelphia, con tanto di tavern nello stesso cortile e di supermercato di là dalla strada.

Ci rivediamo il 19!!!

Pagine

gennaio: 2008
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031