Questa settimana ci sta mettendo eccezionalmente più del solito, a passare.

Sono stanca e svogliata. Fosse per me, starei sempre a pensare alla tesi, a studiare, a scrivere cose che mi interessano e mi appassionano.
E invece devo andare al lavoro ed essere sgridata perchè ho appeso la giacca all’attaccapanni dalla parte della manica, come mi hanno sempre insegnato a casa mia, e quindi sta tutta storta. Giacca storta in un attaccapanni che tra l’altro non vede nessuno, se non io, la mia collega, e il titolare – che è appunto quello che mi ha redarguita.
E tutte le volte per fare qualcosa, anche per mandare una semplice email di ringraziamento, dobbiamo aspettare l’autorizzazione e la malacopia del capo. Non ci sono possibilità di scelta autonoma, di proposte. Decide solo lui; e visto che in ufficio praticamente non c’è mai, affoghiamo nella roba da fare senza poter fare niente, per poi strozzarci di lavoro nei 10 minuti che rimane con noi, a dettarci cosa fare.
L’importante sono le apparenze: possiamo stare tutto il giorno a non fare niente, ma se quando lui entra in ufficio noi stiamo battendo sulla tastiera o siamo al telefono con un qualche cliente (provvidenza), lui è già contento così.

… bisognerebbe che dietro le apparenze ci fosse anche della sostanza, ogni tanto.

Annunci