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Che bel film! Ultimamente sto vedendo molti film che mi “riempono”, e che mi danno molto a livello mentale e emotivo. E Juno è stato sicuramente uno di questi. Non solo perchè tratta in modo profondo un problema, quello delle gravidanze indesiderate tra gli adolescenti, che è sempre più sentito in tutto il mondo. Ma anche perchè lo fa non dal punto di vista bigotto e severo del mondo degli adulti, ma dall’interno, dal punto di vista di chi, incinta, ci rimane a 17 anni. E che decide poi di non abortire, ma di dare in adozione il bambino a una coppia che sembra veramente perfetta e che di figli ne vorrebbe: lui appassionato di musica e un po’ nostalgico, lei desiderosa di maternità; entrambi benestanti e felici.
Salvo poi che il mondo degli adulti è molto più complicato di quello che Juno pensa, e le cose cambiano molto in fretta. Così come cambia l’atteggiamento della ragazza e del “padre”, Bleecker, nei confronti di questa gravidanza, e nei confronti l’uno dell’altra. Dalla superficialità alla consapevolezza, dal sesso all’amore.

E poi c’è la colonna sonora, che è veramente deliziosa. Alcuni brani sono cantati proprio da Ellen Page e Michael Cera, i due giovani attori protagonisti (classe 1987 leu, 1988 lui); alcuni da Sonic Youth, Velvet Underground, The Kinks e altri.

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L’idea del cambiamento, della trasformazione, si esprime di solito in italiano con il verbo diventare. Per tradurre questo verbo bisogna però tener conto in spagnolo delle diverse sfumature legate al cambiamento. La lingua spagnola non si limita a esprimere il cambiamento ma sente la necessità di aggiungere informazioni su come questo cambiamento sia avvenuto.

Grazie mille, caro il mio libro di gramática: dopo duemila coniugazioni e verbi irregolari che confondo sempre, ci volevano proprio 6 (sei) modi diversi di dire “diventare” per rallegrarmi la giornata!

Dopo tanto tempo che non dedicavo intere giornate allo studio, è come se avessi ritrovato una parte di me che avevo smarrito, come perso per strada.
Tornare a trascorrere le giornate sui libri (anche se sono schifosissimi libri di grammatica spagnola) è appagante, anche se sicuramente stancante – certo, il nervoso, la frustrazione e l’ansia per il fatto di star studiando per un esame che provo a dare per la terza volta (26 maggio, pray for me please) sono comunque alle stelle, ma mi sento bene.

La prospettiva di passare buona parte della mia estate a scrivere la tesi, finalmente una tesi mia, con scritto cose elaborate da me, su trascrizioni raccolte da me, e non semplicemente prendendo le cose meno peggiori da un po’ di libri, per poi mandarla a un relatore inesistente che neanche me la legge… ecco, il pensiero della mia tesi in inglese, di un grosso lavoro, e soprattutto di una relatrice e di un correlatore entusiasti e desiderosi di lavorare insieme mi riempe di aspettative, e anche di serenità. Vedremo.

Intanto la cosa principale è passare questo esame maledetto, quindi torno in cucina a studiare! Buon pomeriggio! 🙂

Come? Cosa? Quando? Chi? Ri-scrivo finalmente sul blog! 😀

Sono reduce da una breve, ma poi neanche tanto, vacanza a Dublino e a Edinburgh: la Scozia è proprio come me la ricordavo, ed è statto bellissimo tornarci e tornare dai vecchini, che non vedevo da 9 anni. É stato proprio come andare a passare quattro giorni dai nonni: colazioni abbondanti alla mattina, tè serale con biscotti di ogni tipo e tartine preparate con la massima cura, chiacchere, consigli… bellissimo!!!
Appena avrò finito di esaminare le più di 600 foto che ho fatto durante questi 10 giorni posterò le più meritevoli su flickr!

E poi, altra novità… mi sono licenziata. Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro nella ditta dei gelati, con un po’ di magoni nel salutare le colleghe e i colleghi, ma assolutamente nessun rimpianto quando ho timbrato per l’ultima volta il cartellino.
Almeno adesso potrò dedicarmi al 200% alla tesi e all’ultimo esame, e laurearmi entro ottobre, o al massimo dicembre 2008. I ritmi in ufficio stavano diventando insostenibili e inconciliabili con lo studio e la tesi “sperimentale“, quindi il passo che ho compiuto è stato giusto e necessario, secondo me, visto che la priorità adesso è quella!

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