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musicaIeri sera, grazie all’invito della mia ex prof di inglese, sono stata a Zola Predosa per vedere l’ultimo concerto del Zola Jazz’n Wine, nel bellissimo cortile dell’Azienda Agricola Gaggioli.
Invece della jam session un po’ noiosa, un po’ tecnica, che mi aspettavo, sul palco c’erano i Jumpin’ Shoes, splendida band swing, ispirata in tutto e per tutto, vestiti compresi, all’atmosfera americana degli anni ’30 e ’40.
Sette musicisti e una cantante, bravissimi, e che sembrano davvero divertirsi un sacco, e fanno divertire anche il pubblico. Gente di Bologna, di Zola o del circondario, scelti appositamente dalla pro-loco e dall’amministrazione comunale per sottolineare il fatto che non serve chiamare i grandi artisti internazionali per fare una buona rassegna estiva: nel nostro vivaio locale di roba buona, diciamolo pure, ce n’è a bizzeffe.

Un concerto di due ora, insomma, composto di pezzi propri e grandi classici come Baciami piccina nella versione di Rosemary Clooney, o Sway with me, o It don’t mean a thing (if it ain’t got that swing), tutti interpretati, suonati, ballati fino all’ultima nota con una carica travolgente, e una presenza di scena strepitosa della bravissima cantante – dall’ottima pronuncia americana, tra l’altro – che sul palco dimostra davvero vent’anni di meno.

E alla fine del concerto, vino e stuzzichini offerti dall’azienda agricola. Il tutto per 9 euro.
L’anno prossimo la rassegna compirà 10 anni, e si preannuncia speciale e particolarmente ricca – me la sono già segnata! 😀

Ho appena scaricato Firefox 3, sperando che riesca a entrare nel Guinness dei Primati come programma più scaricato in assoluto in un solo giorno (o qualcosa del genere, insomma). E’ tutto nuovo, ovviamente, azzurrino… insomma, è proprio cambiato rispetto al 2! Sembra molto bello!
Devo solo abituarmi alla nuova barra degli indirizzi: quando scrivi un url vengono fuori duemilacinquecento righe che però non ho ancora analizzato bene! 🙂

Download Day

Download Day

Quando l’estetista ti dà la crema per il contorno occhi.

Sono dieci le tracce che compongono il nuovo lavoro di Giovanni Allevi, dieci composizioni per piano e orchestra sinfonica, nella fattispecie quella de I Virtuosi Italiani. Perchè «la Strega Capricciosa che ha monopolizzato la mia vita», come dice lui, cioè la Musica, questa volta gli ha ordinato di scrivere brani di una complessità straordinaria, e non più per piano solista e basta.

Quando si ascolta questo Evolution, nelle cuffie, nello stereo, in macchina, l’emozione è sempre la stessa, quella che pervade tutti i lavori di Giovanni: quella di un grandissimo amore, di un enorme coinvolgimento, di una passione che non ha limiti. E di una capacità di sorprendersi, di farsi piccolo, di lasciarsi accarezzare e dominare da queste note, che Allevi ha, immutata, fin dagli inizi, nonostante il successo mondiale e la folla di fan.
Quello stesso amore e quella giocosità che lo ritraggono, nel retro del cofanetto di Evolution, in felpa e converse, mentre salta con la sua bacchetta bianca di direttore d’orchestra in mano, e in faccia un sorriso che potresti ritrovare sul volto di un bambino di 3 anni che scoppia di gioia.

É anche questo, quello che mi piace di Giovanni Allevi: l’umiltà, l’amore, il sorriso, la volontà di donarsi, quanto più e in tutti i modi possibili, alla sua passione, alla musica, e ai suoi fan, che in qualche modo ricorda, e che riconosce di concerto in concerto. Stupendo.

Appuntamenti:
– oggi, 16 giugno, alle 18: Feltrinelli, Piazza di Porta Ravegnana, Bologna
– giovedì 3 luglio, alle 21.30: Piazza Castello, Ferrara. In concerto con I Virtuosi Italiani.

Rick & Steve: the happiest gay couple in all the world è una serie di cartoni animati canadesi, il cui titolo mi sembra abbastanza ovvio. Ne avevo sentito parlare su Radio Monte Carlo un pomeriggio, mentre mi trasferivo verso gli amati lidi modenesi, perchè questo cartone ha vinto, tra le polemiche, il festival Cartoons on the Bay di Salerno.

La prima serie del cartoon, quella che ho guardato io, è composta da sei puntate di 20 minuti ciascuna, che raccontano le storie di tre coppie gay che vivono nel quartiere fittizio di West Lahunga Beach, dove batte bandiera arcobaleno e dove tutti sono omosessuali.
Ci sono Rick e Steve, sposati, genio filippino lui, palestrato l’altro. Gli amici sono Chuck, anziano infetto da HIV e paralizzato su una sedia a rotelle, che vive con Evan, giovane e atletico latino-americano di 30 anni più giovane. Le loro amiche del cuore sono Dana e Kirsten, lesbiche che vogliono a tutti i costi un figlio, e chiedono una donazione ai due protagonisti del cartoon.

La cosa carina di questa serie, oltre al fatto che è tremendamente irriverente e fa morire dal ridere, è il fatto che tutti i personaggi e le animazioni sono fatti con pupazzetti Lego (che infatti ha fatto causa agli autori) o simil Playmobil. Sono così insomma

Rick & Steve

Si parte con una partenza metaforica: ieri ho cominciato ufficialmente e a testa bassa il lungo (speriamo non troppo) cammino della stesura della tesi! Portatile sul tavolo, bottiglia d’acqua sulla sinistra, libro sulla destra: il capitolo introduttivo teorico è cominciato. Devo solo controllare quanto va la wireless dal giardino, e quante zanzare ci sono, per valutare l’ipotesi di una stesura open air! 🙂

Ricevo una telefonata dal mio ex-capo. Nonostante vari colloqui, non hanno ancora trovato una persona che riempia il posto lasciato vuoto da me (a proposito, ho passato il maledetto esame!!!), e lui mi ha chiamato per dirmi:

Mi ritrovo a due settimane dalla fiera senza nessuno che venga con me, mi sembra che sia doveroso da parte tua, visto il disagio in cui ci hai lasciato, di venire in fiera con me e incontrare poi i clienti pre- e post-.

Doveroso? Qualcuno potrebbe per favore ricordargli che non sono più una sua dipendente? E anche che non è certo con le ripicche che si ottengono i favori dalle persone?
OK, ovviamente quei giorni sarebbero stati pagati – ma anche se avesse avuto uno 0,000001% di possibilità che io gli dicessi di sì per pietà umana e carità, con la domanda formulata in questo modo si è giocato anche quella frazione di percentuale.

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