Sono dieci le tracce che compongono il nuovo lavoro di Giovanni Allevi, dieci composizioni per piano e orchestra sinfonica, nella fattispecie quella de I Virtuosi Italiani. Perchè «la Strega Capricciosa che ha monopolizzato la mia vita», come dice lui, cioè la Musica, questa volta gli ha ordinato di scrivere brani di una complessità straordinaria, e non più per piano solista e basta.

Quando si ascolta questo Evolution, nelle cuffie, nello stereo, in macchina, l’emozione è sempre la stessa, quella che pervade tutti i lavori di Giovanni: quella di un grandissimo amore, di un enorme coinvolgimento, di una passione che non ha limiti. E di una capacità di sorprendersi, di farsi piccolo, di lasciarsi accarezzare e dominare da queste note, che Allevi ha, immutata, fin dagli inizi, nonostante il successo mondiale e la folla di fan.
Quello stesso amore e quella giocosità che lo ritraggono, nel retro del cofanetto di Evolution, in felpa e converse, mentre salta con la sua bacchetta bianca di direttore d’orchestra in mano, e in faccia un sorriso che potresti ritrovare sul volto di un bambino di 3 anni che scoppia di gioia.

É anche questo, quello che mi piace di Giovanni Allevi: l’umiltà, l’amore, il sorriso, la volontà di donarsi, quanto più e in tutti i modi possibili, alla sua passione, alla musica, e ai suoi fan, che in qualche modo ricorda, e che riconosce di concerto in concerto. Stupendo.

Appuntamenti:
– oggi, 16 giugno, alle 18: Feltrinelli, Piazza di Porta Ravegnana, Bologna
– giovedì 3 luglio, alle 21.30: Piazza Castello, Ferrara. In concerto con I Virtuosi Italiani.

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