musica

Il mio terzo concerto di Giovanni Allevi, di quello che prima chiamavo rispettosamente Allevi, e che adesso chiamo amichevolmente Giovanni, è stato tanto bello da essere quasi non paragonabile a quelli precedenti.
Non più solo Giovanni sul palco, e il suo pianoforte: alle sue spalle, tutto intorno, davanti, dietro, ci sono i quaranta elementi dell’orchestra de I Virtuosi Italiani, specialmente scelti e convocati per Evolution, prima album e adesso tour.

E Giovanni si districa, tra la sua e la nostra voglia di sentire pezzi al pianoforte solo, pezzi per solo orchestra e pezzi “corali”, in modo ammirevole e meraviglioso.
Il concerto comincia con lui, in maglietta, jeans e Converse nere, che corre sul palco, applaudendoci, tenendosi la mano sul cuore, ringraziando tutto il pubblico di essere lì per lui, salutando, sbracciandosi, sorridendo. Si parte con sei, sette pezzi per pianoforte solo: i più belli di tutta la sua discografia, quelli che senti uno per concerto, quelli che quando senti che sono loro pensi «oooooooh!»
E Giovanni è lì, chino, concentrato, che suona sotto la sua cascata di riccioli, e dalla terza fila si sentono quasi i respiri del pianoforte, i colpi dei martelletti, e il silenzio assoluto che regna nella piazza alla fine del pezzo, quando Lui rimane lì, con la mano alzata, ancora immerso nell’ultimo strascico dell’ultima nota.

La parte centrale del concerto vede l’arrivo sul palco de I Virtuosi, e la loro esibizione della suite di 5 pezzi per orchestra sinfonica, composti da Giovanni, che dirige l’orchestra con una grinta e una passione che non avresti mai detto che ci fossero, nascosti sotto quell’entusiasmo da bambino che lo contraddistingue.
Nella conclusione ci sono pezzi per pianoforte e orchestra: Come Sei Veramente e Prendimi, brani nati per pianoforte solo e che rifatti così, in modo corale, ti fanno salire le lacrime agli occhi anche se cerchi di trattenerti, e la bellissima 300 anelli.

Ma la vera conclusione è proprio Giovanni, il suo sorriso e l’abbraccio che ci ha regalato molto dopo la fine dell’esibizione. E la luce nei suoi occhi, e il Ciao di quando ti riconosce e ti ringrazia per essere stata lì sono emozioni impagabili.

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