A dire la verità, questa non è proprio una recensione fresca di giornata, visto che Kung Fu Panda l’ho visto al cinema già quasi due settimane fa. Poi c’è stata la mostra, e un weekend e una settimana decisamente pieni, e non ho avuto tempo per mettermi qui a scrivere un pochino di recensione di questo bel cartone della Dreamworks.

Dunque, innanzitutto un’osservazione: in questo film d’animazione, contrariamente a quanto accade di solito per questo tipo di cartoni animati, non ci sono scoregge. Neanche una! Neanche un ruttino, niente! 🙂
Ciò nonostante (:D) il film mi è piaciuto davvero molto. E’ la storia di un panda goffo e ciccione, figlio di uno spaghettiere che sogna di diventare guerriero kung fu, e che viene identificato come il Guerriero Dragone, cioè colui che potrà sconfiggere definitivamente le forze del male. Un’impresa non da poco, visto che sembra non addrestrabile, non malleabile, e assolutamente non gradito ne dal suo maestro ne dagli altri cinque temuti guerrieri kung fu. E più sembra impossibile che il goloso panda possa essere veramente il Guerriero Dragone, più ovviamente il male e il combattimento definitivo si avvicinano.

Non sto qui a raccontarvi tutto il resto del film, combattimento e finale compresi.
Posso però dire che mi è piaciuto tantissimo, non solo per i bellissimi disegni ed effetti grafici, e per le risate che strappa sia ai bambini che agli adulti. Quello che secondo me è molto bello è il messaggio del film: il fatto che se si crede fortemente in qualcosa, e se si coltivano i semi che si piantano, non importa quanto sembra difficile il cammino, e quanto ci si possa sentire inadeguati a svolgere un particolare compito: prima o poi i risultati arrivano.

Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama “presente”.

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