Leggo su Repubblica che proprio oggi è stato pubblicato sul British Medical Journal uno studio americano sulla diffusione della felicità nelle reti sociali di individui, a opera dei ricercatori Jamer Fowler e Nicolas Christakis.
I risultati di questo studio sono riassumibili in poche parole: una persona felice rende felice anche chi gli sta accanto. Bella scoperta, eh?!

Una persona che abbia un amico, parente o partner felice ha una probabilità di essere anch’egli soddisfatto più alta del 9 per cento rispetto alla media.

C’è un’importante “clausola”, però: la felicità, sempre secondo lo studio, viene trasmessa da persona a persona tramite la vicinanza fisica, il contatto, la prossimità. Sono solo due gli ambienti in cui questo non riesce ad avvenire, quello lavorativo e quello telematico.

Il primo costituisce una sorta di cuscinetto, una barriera attraverso la quale la mia felicità non viene trasmessa ai miei colleghi. Sarà per l’individualismo e la competizione che caratterizzano molti ambienti lavorativi? Purtroppo nello studio non viene fatta distinzione tra i vari tipi di lavori e ambienti in cui ci troviamo a interagire quando lavoriamo, ma sarebbe curioso provare a pensarci. In un ufficio dal clima sempre teso e competitivo, sicuramente la felicità fa fatica a trasmettersi tra colleghi, e probabilmente non viene neanche espressa.
Ma in un ambiente collaborativo, dove è importante il cosiddetto “lavoro di squadra”? Nemmeno qui si trasmette la felicità? Cioè non c’è spazio per rapporti umani veri, pieni e completi? Siamo seduti tutti i giorni accanto ai nostri colleghi ma in verità non ci interessa niente di loro, facciamo il nostro lavoro non vedendo l’ora di tornarcene a casa nostra?

L’altro ambiente in cui la felicità sembra impossibilitata a trasmettersi è quello di internet, dove negli ultimi anni sono spopolati universi di aggregazione di tutti i tipi, chat, forum, community e quant’altro. E allora anche qui non c’è spazio per la vera comunità? Internet è allora sono uno spazio in cui ci rifugiamo quando la vita reale, off-line, non ci sembra abbastanza, ma che in verità non ci dà niente di più? Nessun vero scambio reale, nessun rapporto?

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