Buon Natale e Buon Anno, innanzitutto! 😀
Come avete passato queste feste? Io molto bene, sono riuscita a districarmi abbastanza bene tra tombolate, cene con i numerosi parenti (naturali e acquisiti), capitoli di tesi, preparazione dei testi per il mio futuro sito (poluz, ce la faccio eh!), regali ricevuti e donati, e la gita per il capodanno trascorso a Roma. Ne siamo usciti indenni, anche se bisognosi di disintossicazione da panettone, zucchero a velo, pandoro, pampapato, tortellini, cotechino e purè.

Durante queste vacanze, devo dir la verità, c’è stato poco, pochissimo tempo dedicato agli svaghi mass-mediatici (libri e film, sia home-video che al cinema) — al contrario dell’anno scorso in cui ci eravamo spappati tutta la saga de Il Signore degli Anelli.

Quest’anno abbiamo visto (a casa) The Department, che io ho ri-apprezzato, avendolo già visto, e (al cinema) Il Cosmo sul Comò, di Aldo Giovanni & Giacomo — quest’ultimo, sinceramente una delusione. Sa di visto  e rivisto, trito e ritrito, solite battute, solite scenette da Mai dire Gol d’altri tempo. Anzi, peggio.

Io ho divorato in poco tempo Fido non si Fida, di Stefano Apuzzo e Edgar Meyer: un’ottima guida all’alimentazione di cani e gatti. O meglio, non una vera guida all’alimentazione — insomma, non è un libro che ti dice solamente che i gatti hanno bisogno di vitamina E e i cani di proteine.
Gli autori spiegano nel dettaglio, analizzando anche quanto riportato sull’etichetta di mangimi anche molto “famosi”, cosa c’è nel 90% mangimi che si trovano in commercio, e che molti proprietari comprano non sapendo assolutamente cosa ci sia dentro; e pensando, ad esempio, che farina di pollo, voglia dire farina di carne di pollo, e non zampe, becchi, occhi, intestini, fegato, e soprattutto polli morti… tutti disidratati, frullati, spezzettati e bolliti insieme.
Basti pensare che sotto questa etichetta ricadono molto spesso, oltre agli scarti di macellazione, anche rifiuti solidi urbani che siano stati bolliti per non meno di un’ora (Ordinanza Ministeriale, 10 maggio 1973); e che nei mangimi ci sono innumerevoli coloranti, aromi e conservanti che sono estremamente dannosi per la salute, nonchè completamente inutili.

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