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musicaCome ogni anno, il Festival Internazionale delle Bande Militari di Modena è cominciato con la presentazione delle bande partecipanti nelle piazze dei comuni del circondario.
E come ogni anno, sul palco in Piazza della Rosa a Sassuolo, proprio di fronte al bellissimo Palazzo Ducale, si sono esibite due bande importanti: la Banda Mehter della Turchia, e la Fanfara Ariete dell’11 Reggimento dei Bersaglieri.

La Fanfara dei Bersaglieri è costituita totalmente da ottoni, e arriva come sempre di corsa, suonando la nota marcia Flick Flock. Posizionatasi sul palco, suona canzoni internazionali come My Way, intervallate da marcette tradizionali bersagliere e inni del corpo.

La Mehter invece è la banda militare più vecchia del mondo, e i suoi componenti si esibiscono vestiti dei costumi tradizionali, con tanto di portabandiere e spettacolo di sciabolatori di accompagnamento. Colori fantastici, tante percussioni e trombe: un vero spettacolo per gli occhi e per le orecchie, e un corpo bandistico dalla lunga storia che incanta e affascina.


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musica

Il mio terzo concerto di Giovanni Allevi, di quello che prima chiamavo rispettosamente Allevi, e che adesso chiamo amichevolmente Giovanni, è stato tanto bello da essere quasi non paragonabile a quelli precedenti.
Non più solo Giovanni sul palco, e il suo pianoforte: alle sue spalle, tutto intorno, davanti, dietro, ci sono i quaranta elementi dell’orchestra de I Virtuosi Italiani, specialmente scelti e convocati per Evolution, prima album e adesso tour.

E Giovanni si districa, tra la sua e la nostra voglia di sentire pezzi al pianoforte solo, pezzi per solo orchestra e pezzi “corali”, in modo ammirevole e meraviglioso.
Il concerto comincia con lui, in maglietta, jeans e Converse nere, che corre sul palco, applaudendoci, tenendosi la mano sul cuore, ringraziando tutto il pubblico di essere lì per lui, salutando, sbracciandosi, sorridendo. Si parte con sei, sette pezzi per pianoforte solo: i più belli di tutta la sua discografia, quelli che senti uno per concerto, quelli che quando senti che sono loro pensi «oooooooh!»
E Giovanni è lì, chino, concentrato, che suona sotto la sua cascata di riccioli, e dalla terza fila si sentono quasi i respiri del pianoforte, i colpi dei martelletti, e il silenzio assoluto che regna nella piazza alla fine del pezzo, quando Lui rimane lì, con la mano alzata, ancora immerso nell’ultimo strascico dell’ultima nota.

La parte centrale del concerto vede l’arrivo sul palco de I Virtuosi, e la loro esibizione della suite di 5 pezzi per orchestra sinfonica, composti da Giovanni, che dirige l’orchestra con una grinta e una passione che non avresti mai detto che ci fossero, nascosti sotto quell’entusiasmo da bambino che lo contraddistingue.
Nella conclusione ci sono pezzi per pianoforte e orchestra: Come Sei Veramente e Prendimi, brani nati per pianoforte solo e che rifatti così, in modo corale, ti fanno salire le lacrime agli occhi anche se cerchi di trattenerti, e la bellissima 300 anelli.

Ma la vera conclusione è proprio Giovanni, il suo sorriso e l’abbraccio che ci ha regalato molto dopo la fine dell’esibizione. E la luce nei suoi occhi, e il Ciao di quando ti riconosce e ti ringrazia per essere stata lì sono emozioni impagabili.

musicaIeri sera, grazie all’invito della mia ex prof di inglese, sono stata a Zola Predosa per vedere l’ultimo concerto del Zola Jazz’n Wine, nel bellissimo cortile dell’Azienda Agricola Gaggioli.
Invece della jam session un po’ noiosa, un po’ tecnica, che mi aspettavo, sul palco c’erano i Jumpin’ Shoes, splendida band swing, ispirata in tutto e per tutto, vestiti compresi, all’atmosfera americana degli anni ’30 e ’40.
Sette musicisti e una cantante, bravissimi, e che sembrano davvero divertirsi un sacco, e fanno divertire anche il pubblico. Gente di Bologna, di Zola o del circondario, scelti appositamente dalla pro-loco e dall’amministrazione comunale per sottolineare il fatto che non serve chiamare i grandi artisti internazionali per fare una buona rassegna estiva: nel nostro vivaio locale di roba buona, diciamolo pure, ce n’è a bizzeffe.

Un concerto di due ora, insomma, composto di pezzi propri e grandi classici come Baciami piccina nella versione di Rosemary Clooney, o Sway with me, o It don’t mean a thing (if it ain’t got that swing), tutti interpretati, suonati, ballati fino all’ultima nota con una carica travolgente, e una presenza di scena strepitosa della bravissima cantante – dall’ottima pronuncia americana, tra l’altro – che sul palco dimostra davvero vent’anni di meno.

E alla fine del concerto, vino e stuzzichini offerti dall’azienda agricola. Il tutto per 9 euro.
L’anno prossimo la rassegna compirà 10 anni, e si preannuncia speciale e particolarmente ricca – me la sono già segnata! 😀

Sono dieci le tracce che compongono il nuovo lavoro di Giovanni Allevi, dieci composizioni per piano e orchestra sinfonica, nella fattispecie quella de I Virtuosi Italiani. Perchè «la Strega Capricciosa che ha monopolizzato la mia vita», come dice lui, cioè la Musica, questa volta gli ha ordinato di scrivere brani di una complessità straordinaria, e non più per piano solista e basta.

Quando si ascolta questo Evolution, nelle cuffie, nello stereo, in macchina, l’emozione è sempre la stessa, quella che pervade tutti i lavori di Giovanni: quella di un grandissimo amore, di un enorme coinvolgimento, di una passione che non ha limiti. E di una capacità di sorprendersi, di farsi piccolo, di lasciarsi accarezzare e dominare da queste note, che Allevi ha, immutata, fin dagli inizi, nonostante il successo mondiale e la folla di fan.
Quello stesso amore e quella giocosità che lo ritraggono, nel retro del cofanetto di Evolution, in felpa e converse, mentre salta con la sua bacchetta bianca di direttore d’orchestra in mano, e in faccia un sorriso che potresti ritrovare sul volto di un bambino di 3 anni che scoppia di gioia.

É anche questo, quello che mi piace di Giovanni Allevi: l’umiltà, l’amore, il sorriso, la volontà di donarsi, quanto più e in tutti i modi possibili, alla sua passione, alla musica, e ai suoi fan, che in qualche modo ricorda, e che riconosce di concerto in concerto. Stupendo.

Appuntamenti:
– oggi, 16 giugno, alle 18: Feltrinelli, Piazza di Porta Ravegnana, Bologna
– giovedì 3 luglio, alle 21.30: Piazza Castello, Ferrara. In concerto con I Virtuosi Italiani.

Grazie all’appuntamento “Dietro le quinte sul palco” organizzato dal Teatro delle Celebrazioni di Bologna il 03 Marzo 2008 alle ore 21.00, sarà possibile incontrare, interagire e porre domande al “nostro” Giovanni.
L’incontro sarà condotto da Claudio Cumani, Giornalista de il Resto del Carlino.

E io ho vintoooooooooooooooooooooooooo!
[e dopo due giorni sarà spettatrice pagante al concerto]

Che stanchezza!

Avrei un sacco di cose da scrivere e di riflessioni da fare… ma forse devo fare ancora maturare il tutto nella mia testa ancora per un po’. Questa settimana ho raccolto un sacco di “confessioni” e sfoghi di persone diverse, e tutte in una volta, che mi hanno riempito la testa di pensieri. Esperienze diverse, risultati diversi (di queste persone, intendo) – quando si sentono altre campane si mettono sempre le cose in prospettiva. E io, mettendole in prospettiva, mi sono resa conto di essere damned lucky. Vi dirò.

Sono appena tornata da una giornata con un americano venuto in visita in azienda: penso che potrei collassare sulla tastiera, quindi spengo e vado a letto prima che questo accada! 🙂

A presto!!!

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Sono già quasi due anni che gli Hanson si sono impegnati e schierati nella lotta contro la trasmissione madre-figlio dell’AIDS. Sono andati in Sud Africa, hanno portato nell’ospedale di Soweto delle apparecchiature mediche sviluppate nella loro città, Tulsa, Oklahoma. Hanno anche incontrato dei bambini, sia in Sud Africa che in Mozambico, e registrato una canzone con loro, Great Divide, i proventi delle cui vendite su iTunes sono stati interamente donati agli ospedali africani.

Durante il The Walk tour, che si sta concludendo adesso negli Stati Uniti per poi spostarsi in Canada e in Europa (forse), gli Hanson hanno cercato anche di coinvolgere attivamente le loro fans. Hanno organizzato, prima dei concerti, delle camminate di 1 miglio, tutti insieme e a piedi nudi – giusto un assaggio, insomma, per far capire a chi in Africa non c’è mai stato, di cosa “vivono” i piedi dei bambini che laggiù ci sono nati.
Grazie a una partnership con Toms shoes, per ogni paio di scarpe comprate durante e dopo il tour, un altro paio è stato e sarà donato a un bambino in Africa.

E questo weekend, il weekend del Ringraziamento negli Stati Uniti, quei tre ragazzotti americani sono andati in Sud Africa per portarle davvero, le scarpe ai bambini. Per ora sono riusciti a donare 50 mila scarpe – e su hanson.net, per ora solo per i membri paganti della community, ci sono aggiornamenti quotidiani sulle consegne di queste scarpine. E ci sono i video, di questi bambini bellissimi che vedono forse per la prima volta un paio di scarpe, e che cantano e ballano per festeggiare. Oppure disegnano, usando una matita in due, perchè non ce ne sono abbastanza nelle scuole africane.

Mi ha veramente riempito d’orgoglio, questa iniziativa del mio gruppo preferito. E mi sembrava giusto parlarne qui, perchè è bello che, nonostante i soldi e il (discreto) successo, una band si impegni e si sbatta per portare soldi, medicinali, apparecchiature, scarpe, materiale scolastico… insomma, tutto quello che noi diamo per scontato, a chi invece non sa quasi neanche cosa sia.

Anche quest’anno Modena ospita il Festival Internazionale delle Bande Militari, giunto ormai alla sua 16esima edizione.
E anche quest’anno (parlo come se fossi una veterana del Festival, ma la mia “prima volta” è stata l’anno scorso), le bande sono state ospitate nelle piazze dei paesi della provincia per una serie di concerti gratuiti offerti ai cittadini.

Mercoledì sera avevo due opzioni: la Banda della Lettonia in Piazzale della Rosa, a Sassuolo; oppure la Banda delle Cornamuse della Polizia di Vancouver in Piazza della Repubblica, a Formigine.
Un po’ perchè ho reputato le cornamuse “stancanti”, un po’ perchè anche l’anno scorso ero stata in Piazzale della Rosa, e mi aveva molto affascinata, ho optato per Sassuolo, e quindi la Banda delle Forze Armate della Lettonia – fondata nel 1991, collaboratrice dell’Opera Nazionale della Lettonia con cui ha musicato numerose opere, produttrice di numerosi CD e concerti in giro per il mondo.

Devo dire che è stata un’ottima scelta! Del concerto ho visto solo la prima ora, dalle 21.10 alle 22.10 circa, nella quale i militari hanno suonato pezzi scelti dal musical Chess di Lloyd Webber, brani popolati lettoni, un tango, un pezzo jazz, un brano per orchestra e solista, e una selezione di canzoni famose degli anni ’70-’80.
Sono stata piacevolmente sorpresa perchè di solito da una banda, anche se è una banda da concerto come questa, ci si aspettano canzoni “pesanti” – e invece sono stati suonati dei pezzi molto ritmati e moderrni, e anche le canzoni popolari della Lettonia sono estremamente vitali e coinvolgenti, con tanto di battiti di mani del gruppo e del pubblico.

Insomma, questi lettoni danno idea di divertirsi un sacco a suonare insieme: mi hanno fatto una bellissima impressione. E anche il maestro, che di solito, in quanto maestro, se ne sta tutto impettito e rigido sul suo palco, sorrideva tutto il tempo, faceva battere le mani alla gente, si muoveva per dirigere come se fosse tarantolato, e aveva sempre la faccia felice.

Bello bello bello! E poi un’oretta al fresco e in una cornice così suggestiva è sempre un piacere per i sensi. La piazza era piena gremita, e io ero arrivata abbastanza in anticipo per accaparrarmi la seconda fila e sedermi accanto ad alcune vecchiette super simpatiche che mi hanno addirittura offerto una caramellona (avete presente di quelle caramelle enormi che si prendono a carnevale? Simile) – e che quando le ho detto di no, perchè dovevo ancora cenare, c’è mancato poco che mi sfornasse lì per lì due chili di tigelle! 😀

Music«Il mio volto è carta bianca per il tuo racconto.
Scrivi tu la fine, io sono pronto»
Ragazzi, che carica! Che bravura! Che musica! Che voce!

Due ore buone di musica, pezzi vecchi e pezzi nuovi, da La Finestra a Nuvole e Lenzuola, passando per Mentre Tutto Scorre e Parlami D’Amore, che fanno tremare la piazza. É quello che ci hanno regalato i negramaro ieri sera in Piazza Castello a Ferrara: regalato, perchè i 20 euro e rotti del biglietto sono molto meno del “prezzo” di un concerto di questo tipo!

Davvero, ma davvero bello. Una gran bella serata di Musica, con mani spellate dagli applausi e corde vocali messe a dura prova dai cori – nei quali io mi faccio sempre coinvolgere – per star dietro ai voleri della diva Giuliano ( 😀 ), che oltre a essere tutto scollacciato, io e Erika abbiamo giudicato anche più palestrato del solito!
Comunque sia, palestrato e no, quell’omino ha una voce spettacolare, il che unito alla chitarra, al piano, al sintetizzatore, alla batteria (il batterista ha una carica che ti ipnotizza)… sono gli ingredienti per un concerto con i controfiocchi, che ripercorre tutti i vecchi successi e la maggior parte delle canzoni del nuovo album, uscito da pochi giorni.

I ragazzi ci hanno anche regalato (sempre regalato, eh) anche due ritorni sul palco, di cui uno, l’ultimo, quasi interamente acustico, con Giuliano e noi del pubblico che cantavamo tutti insieme. É stato veramente emozionante sentire che tutta la piazza sapeva le parole delle canzoni e le cantava a più non posso.
L’atmosfera era anche intensificata dal fatto che, complice la rottura di un gruppo elettrogeno, le luci sulla folla erano spente, e le uniche cose illuminate erano la band sul palco davanti a noi, e il Castello alle nostre spalle. Nella “sfortuna”, lo scenario era davvero unico!

Eas AvatarSto ascoltando «La Finestra», il nuovo album dei Negramaro.

Sono alla terza traccia, Parlami d’Amore, e già lo adoro. Anche perchè me li immagino, quando li vedrò al concerto giovedì prossimo a Ferrara. E mi viene da ridere a pensare alle trovate che tirerà fuori Giuliano, che è troppo una diva. 😀

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